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17
01
2020

Cosa ci rende umani, parte 1

Cosa ci rende umani, parte 1

 

All’età di 36 anni avevo già traslocato casa 11 volte. Ho vissuto in cinque paesi diversi, ogni volta immergendomi in una città, lingua, abitudini e clima diversi. Ho scalato i ranghi di aziende multinazionali, ho viaggiato molto e ho costruito una carriera di successo.

A quei tempi, il mio GPS interiore mi indicava continuamente un altro hotel di lusso, un ristorante costoso e un’agenda traboccante di riunioni. Da Roma a Helsinki, poi Parigi, Dubai, Los Angeles e Bangkok, dovunque fossi, il mondo era nelle mie tasche.

 

All’inizio sembrava tutto perfetto, almeno in superficie. Ma poi ho iniziato a provare questa fastidiosa sensazione che mi stavo costruendo una vita un po’ troppo sicura e confortevole. Ho sentito la paura insinuarsi su di me.

 

***

La nostra società ha sviluppato modi molto efficaci per condizionare la mente umana. I nostri comportamenti vengono rafforzati dal nostro ambiente e si trasformano in schemi auto-rinforzanti. I nostri interessi e consumi sono controllati da quella programmazione sociale.

 

Sperimentare qualcosa che consente alla mente umana di liberarsi, nutrire la nostra consapevolezza e consentire la libera scelta può cambiare la vita.

 

Per me è stato lo Yoga.

 

Se non hai mai provato yoga in una sala riscaldata, meglio conosciuto come Hot Yoga, ti suggerisco di farlo. Soprattutto se continui a chiederti com’è possibile che alcune persone vivano felici e altri no.

 

Quando ho provato Yoga per la prima volta, mi sono reso conto che la mia mente era perfettamente in grado di ingannarmi ma il mio corpo no. Parlava forte e chiaro. Non riuscivo a toccarmi le dita dei piedi, avevo dolore alla spalla e al collo, metabolismo lento, problemi di digestione e difficoltà a dormire. Mentre mi concentravo sullo sviluppo della mia carriera aziendale, ho completamente ignorato la mia energia, salute e vitalità.

 

Ecco una cosa sullo yoga: è 99% pratica e 1% teoria. No bullshit.

 

Le persone spesso pensano che lo yoga sia diventare flessibile o scolpire il fisico. Ma lo yoga è una scienza che si occupa del corpo, del respiro, della mente, dell’anima e, in definitiva, dell’universo intero. È un percorso, pratico e teorico.

 

Quando ho iniziato a praticare yoga e meditazione, ho fatto il primo passo di quel percorso. Mi ha aiutato a passare da un posto di paura a un posto d’amore.

 

Quando sei in grado di agire per amore, sei automaticamente guidato verso l’autorealizzazione.

 

***

Ho venduto la mia Porsche Carrera 911, dopo tre anni a guidarla. L’autostrada a due corsie alle mie spalle si muoveva così velocemente attraverso lo specchietto retrovisore, 300 km/ora è una velocità inimmaginabile. Ma la velocità con cui tutto accelera quando decidi e ti concentri sull’autorealizzazione è ancora maggiore.

 

La mancanza di autorealizzazione è una delle esperienze più pericolose che puoi imparare quando sei nella mezza età. Ho accolto quell’insegnamento.

 

Fino ad allora, attraversando le vicissitudini della mia vita, mi preoccupavo di problemi la maggior parte dei quali non si sono mai materializzati. Non ero solo: le ricerche mostrano che l’85% di ciò di cui ci preoccupiamo non accade mai. E cosa accade a quel 15% che rimane?

 

La vita mi ha aiutato a scoprire che sono in grado di gestire qualsiasi situazione meglio del previsto e che quel 15% mi insegna sempre una lezione che vale la pena imparare.

 

Ho imparato che tutti abbiamo un cuore pieno d’amore e compassione. E che tutti noi abbiamo una mente che può essere allenata.

 

È possibile allenare le nostre menti e gestire gli alti e bassi e le travolgenti montagne russe della nostra vita che così spesso ci capovolgono. Possiamo allenarci per liberare le nostre menti dagli attaccamenti e da tutto ciò che non ci serve.

 

L’abilità più preziosa per il terzo millennio è imparare a lasciarsi andare, rilassarsi e prendere le cose con semplicità, liberi da disagi e malattie.

 

Ho stabilito rituali quotidiani per allenare la mia mente. Pratiche semplici e accessibili. Ho implementato esercizi pratici dalla mattina presto e per tutto il giorno anche brevemente e fino a poco prima di andare a letto la sera. È diventata così una pratica 24/7.

 

Durante la mia pratica, ho notato che a volte mi bloccavo su qualche problema e ciò che mi aiutava ad andare avanti è stato proprio calmare la mente. Sono arrivato a capire cosa è reale e cosa no, cosa è essenziale e cosa no, cosa è solo nella mia mente e cosa invece esiste aldilà.

 

Spesso “il problema” non è il problema. Il problema, o meglio l’opportunità, è lo stato che si attraversa nel contesto in cui si verifica il problema. Lo stato psico-fisico emotivo.

 

Il più grande beneficio non è l’esperienza della quiete o della meditazione stessa, è ciò che l’esperienza della quiete mi insegna ogni volta che raggiungo quello stato psico-fisico emotivo. Promuovere lo stato di calma dimorante è solo l’inizio. L’accesso a un portale di infinite possibilità.

 

Certo, siamo tutti diversi. Ciò che ha funzionato per me potrebbe non funzionare per te. Quindi, il mio invito è “trova la tua pratica!”. Sperimenta varianti, aggiungi e togli, crea la consapevolezza del tuo processo. Non lo fai per il tuo maestro, il tuo insegnante, il tuo leader o il tuo capo. Lo fai per te. La trasformazione personale è l’arma più potente che puoi usare come difesa immunitaria per te e per l’intero pianeta.

 

Parlerò di più della pratica che mi ha aiutato a cambiare la mia vita nel prossimo post sul blog.

 

Rimanete sintonizzati …

 

(post tradotto in italiano dall’originale https://midlifecontrarian.com/what-makes-us-human)

 

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author: Antonio Spera

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