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01
2018

Sei pronto a ripartire alla grande ?

“Benvenuto nella sala al caldo, preparati a sudare”. Questo è quello che si sente spesso dire entrando in una lezione di Hot Yoga. Rende nervoso sentirselo dire? Non è quello che normalmente si associa allo yoga?

Hot Yoga è un’approccio Hatha Yoga tradizionale che lavora sul tuo corpo dall’interno all’esterno, dalle ossa alla pelle, dalla punta delle dita delle mani, alla punta dei piedi in una sala riscaldata tra i 30 e 35 gradi. La sala è calda e umida. L’estate non finisce mai da Spera Yoga, ci sono sempre 30 gradi. Hot Yoga è intenso. Al termine della lezione avrai lavorato su tutti i muscoli, le articolazioni, tendini, legamenti e ogni cellula, ghiandola, organo del tuo corpo e ti senti inspiegabilmente bene.

La sensazione che si prova a fine lezione, non è per niente vicina a come ci si sente durante la lezione. Almeno non quando si inizia a praticare. Ogni postura lavora specifiche parti del corpo con un effetto “laccio emostatico” con l’obiettivo di fermare temporaneamente il flusso di sangue in quelle parti del corpo. Quando si rilascia la posizione, avviene una naturale irrigazione di sangue fresco ed ossigenato che fluisce nelle zone, cellule, tessuti dell’organo interno permettendo una naturale purificazione da tossine, e riequilibrio di disfunzioni e malattie accumulate internamente.

La sfida che ci si pone davanti è entrare in contatto con il corpo attraverso la pratica delle posture e conquistare anche millimetro alla volta il controllo di se stessi. Fa caldo e il calore sicuramente non diminuisce durante la lezione, sei bagnato di sudore, a volte così tanto che sembra di avere un rubinetto aperto che parte dalla testa, le braccia, gambe, dappertutto. Le mani scivolano, la presa scappa, l’attrito quasi scompare, eppure una forza potente ed equilibrata si sviluppa durante la pratica attraverso un uso consapevole di ogni parte del corpo, dal cuore, ai polmoni, le dita, ai muscoli pelvici, alle ginocchia. Imparare ad usare la forza mentale è la chiave, perché è facile rinunciare prima che sia finita.

Durante la pratica è facile dire a se stessi che non ce la possiamo fare. Fintanto che stiamo facendo bene anche solo il 10% della postura comunque riceviamo il 100% del beneficio, mentre l’ego non accetta di poter riuscire a fare solo una parte della posizione, l’insegnante chiede anche di imparare a conoscere i propri limiti e anche le potenzialità. La forma non è perfetta e stiamo provando a dare il nostro meglio, in ogni movimento, comunque riceviamo incredibili benefici. Yoga significa anche provare … come si fa a dire di no?

Fa caldo. Fa male. Ma è un bene. C’è differenza tra dolore e sofferenza. Questa favolosa lezione di Yoga fortifica. Lentamente, lezione dopo lezione, di pratica in pratica inizi a superare la voce nella testa che dice: “non ce la posso fare”. Il dialogo interno improduttivo, la paura, l’insoddisfazione, la sofferenza è riconoscere l’ego. E’ l’ego ciò che trascendiamo nello yoga. Il corpo diventa strumento di connessione in una meditazione in movimento ad occhi aperti in cui il punto fondamentale è quello di trascendere le limitazioni.

Sudare le tossine del corpo è un conto, sudare le tossine dalla mente è ancora più impegnativo.

Lo yoga non deve essere così fisicamente impegnativo per ottenere il risultato, la mente giudica come estremo ad essere oggetto di attenzione, quando la mente è calma e rilassata ciò che prima pensavi fosse impegnativo diventa l’esperienza più armoniosa del mondo e quindi cominci a percepire l’incredibile forza e flessibiltà della lezione Hot Yoga e tutti i molteplici volti e vantaggi che lo yoga ti offre.

Il giorno in cui ci rendiamo conto che stiamo risvegliando sensazioni di contatto con nuove possibilità dentro di noi, rinasce una sensazione nuova, un nuovo tipo di forza emerge. Ci si avvicina alla pratica spesso attraversando periodi di grande cambiamento, di continua evoluzione e crescita personale. Ogni lezione è diversa. Alcuni giorni sembra di non fare progressi. Certi giorni non ne facciamo per niente. Ma sappiamo che ogni giorno cresciamo più forti. Ad ogni pratica c’è da scoprire qualcosa di nuovo. Questa pratica rende forti, umili, sereni di conoscere se stessi.

Non possiamo mai sapere finché non si prova.

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author: Antonio Spera