10
05
2018

Il Namaste di Spera Yoga

Namaste o namaskar è un modo di salutarsi che viene utilizzato in molte parti del mondo, in oriente e in particolare in India e in altri paesi vicini. Un gesto normale nello Yoga e in molte discipline orientali, un gesto che onora nel farlo e nel riceverlo. Un pò come il nostro Ciao, accompagnato con la mano sul cuore da un bacio o da un caldo abbraccio.

Nutro grande rispetto per il potere delle parole. So per esperienza personale quanto profondamente si può ferire con le parole e quanto profondamente si può guarire. Le parole hanno il potere di provocare rivoluzioni e rivoluzionare il nostro modo di pensare. Può essere anche divertente giocare con le parole. Leggo e ascolto, osservo e percepisco. Amo i poeti di un tempo e di oggi, il modo in cui fondono rime, movimento e respiro in un’unica danza, in cui le parole ballano, cantano, urlano. Una parola che si sente spesso recitare quando si frequenta un centro Yoga è “Namaste”. La sua poesia, il suono quotidiano e affascinato del significato che si conserva intorno a questa parola, assume un significato nella storia dei secoli e mai come prima, in quella attuale. Spera Yoga Milano è una delle espressioni di questo valore ancora più interessante se si considera il contesto all’interno del quale il centro stesso nasce.

In India quando due persone si incontrano, ovunque si trovino, in strada, in casa, in treno, in autobus, in vacanza o al lavoro, si mostrano questo saluto di cortesia. Non è qualcosa che avviene per caso, neanche un gesto superficiale, nè una semplice parola. Secondo le antiche scritture, la parola Namaste con le sue varianti comuni ‘namaskar’, ‘namaskaara’ o ‘namaskaram’, è una delle cinque forme di tradizionale saluto formale che troviamo nei Veda. Questo saluto è a volte erroneamente confuso da alcune culture come segnale di soggezione, ma si riferisce in realtà al desiderio di rendere omaggio mostrando rispetto all’altro, come quando oggi ci si saluta l’un l’altro. In alcuni paesi qui da noi si ha ancora l’abitudine di salutarsi anche tra sconosciuti, per chi è abituato a fare salutari passeggiate in Sud Tirol sa bene che quando ci si incontra tra i sentieri di montagna ci si saluta pronunciando Krus Got che letteralmente vuol dire Saluto il Dio che è in te. Non è meraviglioso tutto questo?

Per risalire al significato di Namaste, in sanscrito la parola deriva da namah + te = namaste, che significa “mi inchino a te”, i miei rispetti, i miei riguardi, i miei saluti a te.

La parola ‘Namaha’ può anche essere interpretata letteralmente come “na ma” (non mia). Questo ha un significato spirituale di negare o ridurre il proprio ego in presenza dell’altro. Il saluto Namaste si pratica piegando le braccia dai gomiti verso l’alto e portando i due palmi delle mani uniti al centro del petto, si pronuncia la parola namaste mentre si inchina il capo leggermente in avanti. Il saluto Namaste può essere preso come si desidera, c’è chi lo usa come saluto informale o più formale, può diventare una convenzione culturale o un atto di adorazione. Effettivamente però c’è qualcosa che ha attratto la mia attenzione.

L’incontro reale tra persone è l’incontro delle loro menti dei loro cuori. Quando ci salutiamo l’un l’altro con namaste, significa, ‘possano le nostre menti incontrarsi’, ‘possano i nostri cuori incontrarsi’, e lo indichiamo simbolicamente portando i palmi delle mani uniti davanti al petto. Il chinarsi della testa è una forma graziosa verso espandere la nostra amicizia in un sentimento di amore, rispetto e umiltà. Ecco infatti il motivo per cui ho sempre percepito un significato più profondo a dir poco spirituale nel pronunciare la parola Namaste.

Questa parola riconosce la convinzione che la forza vitale, la creatività, il Sé o la magnificenza in me, è la stessa in te, in tutti. Riconoscere questa unione attraverso i palmi delle mani che si uniscono, porta onore all’universo che incontriamo nell’altra persona, come se l’incontro di due mondi diversi desse inizio alla realizzazione di un unico potente mondo di pace, amore e armonia. Le mani unite al centro del cuore, trovano nella cultura occidentale un simbolo di preghiera, e nell’uso del Namaste viene accompagnato da questo leggero inchino e dal chiudere gli occhi per qualche secondo come per guardare lo spirito interiore ed entrare in contatto con il proprio mondo.

In un ottica di rispetto dei suoi significati profondi e indipendentemente dal culto di un particolare rito, questa forma di saluto viene condivisa da Spera Yoga a Milano dal 2012 e ora anche a Monza dal 2017. L’esperienza di celebrare il dono della nostra umanità è riconoscere il guru che c’è in ognuno di noi.

Il Namaste di Spera Yoga estende a Milano e a Monza un caloroso benvenuto a tutti coloro che accoglieranno l’invito a provare la pratica al caldo, attraversare le sequenze dinamiche che abbiamo preparato per consentire a tutti un facile accesso alla pratica. Il nostro significato di purificare corpo mente e spirito in una coerenza occidentale che ci riconnette, allineandoci alle buone abitudini quotidiane e prosperare in uno stato di salute radiante.

-Antonio Spera

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author: Antonio Spera